
Giuggiolo cinese ‘Li’
LI: Cultivar cinese con poche spine di elevata produttività e vigoria. Frutti a maturazione intermedia di grande pezzatura lunghi fino a 4,5 cm dalla colorazione rosso-brunastra, di forma “meliforme” e di eccellente qualità gustativa. Autofertile.
- Esposizione Pieno sole, posizione calda
- Resiste fino a −25 °C
- Altezza 4–8 m
- Primi frutti Dal 2°–3° anno
La pianta
- Varietà
- Li
- Portamento
- Piccolo albero
- Altezza a maturità
- 4–8 m
- Dimensioni a maturità
- 5–8 m × 4 m, contenibile
- Foglia
- Caducifoglia
- Colore delle foglie
- Verde, Autunno giallo
Fioritura e raccolta
- Fioritura
- Giugno, Luglio
- Colore dei fiori
- Verde
- Fiori profumati
- Sì
- Raccolta
- Settembre, Ottobre
- Resa
- 10–30 kg / pianta adulta
- Sapore
- Croccante e dolce da fresco; da secco simile al dattero
Quante piantarne
- Consumo fresco
- 1 pianta per 3–4 persone
- Fresco e conserve
- 1 pianta per 1–2 persone
- Adatta a
- Da singola pianta a piccolo frutteto familiare
In cucina
- Usi
- Consumo fresco, Essiccazione, Infusi e tisane
Come arriva
- Tipo di vaso
- Vaso quadro antispiralizzazione
Descrizione
CARTA D’IDENTITÀ DEL GIUGGIOLO
Il Giuggiolo è una specie originaria del continente asiatico, anche se esistono opinioni discordanti che attribuiscono la sua provenienza all’Africa settentrionale e successiva esportazione in Oriente dove è coltivata ormai da oltre 4000 anni. È un albero che può raggiungere altezze dai 5 ai 10 mt e che si presenta con una corteccia color grigio chiaro e rami contorti spesso ricoperti di spine. Le foglie ovoidali sono di un colore verde lucido e dal margine leggermente seghettato ed hanno la tendenza a germogliare molto tardi a primavera. La fioritura avviene durante il periodo estivo quando compaiono piccoli fiori color bianco-verdastro riuniti in infiorescenze ed ermafroditi. Successivamente compaiono quindi i frutti, noti come giuggiole o datteri cinesi, dalla forma ovoidale e della dimensione di un’oliva, con una colorazione inizialmente verde che durante il processo di maturazione vira sino a diventare brunastra. La raccolta generalmente viene effettuata nella stagione autunnale, settembre-ottobre, e si esegue in funzione del metodo in cui saranno consumate le giuggiole che con l’avanzare del processo di maturazione tendono a raggrinzire e appassire aumentando la concentrazione zuccherina.
COLTIVAZIONE DEL GIUGGIOLO
Il Giuggiolo è una pianta che predilige terreni asciutti, sabbiosi, preferibilmente calcarei e mal sopporta invece suoli troppo umidi con ristagni idrici. Per quanto riguarda l’esposizione è consigliabile porre la pianta a dimora in una zona soleggiata necessaria a garantire un corretto sviluppo e fruttificazione. L’apporto idrico è necessario fino all’affrancamento, successivamente, grazie al suo apparato radicale in grado di raggiungere elevate profondità, non necessita di irrigazioni costanti e regolari riuscendo a sopravvivere anche in presenza di suoli secchi. Il Giuggiolo predilige climi temperati ma riesce a superare inverni caratterizzati da temperature inferiori ai -10° C. L’unica potatura da apportare alla pianta è per un eventuale contenimento oppure per la correzione di eventuali malformazioni estetiche. Data la sua rusticità e la facilità di coltivazione presenta inoltre una buona resistenza alle malattie e di conseguenza ad attacchi parassitari e fungini.
PROPRIETÀ & UTILIZZI DEL GIUGGIOLO
I frutti del Giuggiolo, le cosiddette giuggiole, possono essere consumate fresche e assumono sapore e consistenza differenti a seconda del grado di maturazione. Se colte infatti ai primi stadi presentano un sapore simile a quello di una mela, con l’avanzare invece dell’epoca di raccolta la consistenza diviene rugosa e aumentando di conseguenza la concentrazione zuccherina anche il sapore più dolce. Oltre al consumo allo stato fresco possono essere utilizzate per la preparazione di sciroppi, confetture, dolci e bevande liquorose come ad esempio il famoso brodo di giuggiole. Questi frutti sono estremamente benefici per contrastare la stitichezza, regolare la pressione sanguigna e sono considerati un ottimo rimedio naturale in caso di disturbi alle vie respiratorie vantando proprietà espettoranti ed emollienti. Sono inoltre una buona fonte di vitamine, sali minerali e flavonoidi.
Cura
- Difficoltà
- Intermedio
- Manutenzione
- Media
- Esposizione
- Pieno sole, posizione calda
- Terreno
- Neutro | Calcareo | Povero e sabbioso | Ben drenato
- Resistenza al freddo
- Fino a −25 °C
- Fascia di rusticità
- Fino a −25 °C e oltre
- Resistenza alla siccità
- Alta
- Utilizzo in giardino
- Esemplare isolato, Frutteto, Vaso
- Tempo per la dimensione adulta
- 8–12 anni
- Tempo per la piena produzione
- Dal 6°–8° anno
- Parassiti e malattie
- Poche avversità
- Attrezzi necessari
- Vanga, tutore e legacci, forbici da potatura
- Prima produzione
- Dal 2°–3° anno
Provenienza e credibilità
Originario della Cina; coltivato in Italia da secoli.
Relazioni botaniche
Rhamnaceae
Autofertile; con un'altra varietà vicina la produzione aumenta.
Piccolo albero resistente a caldo e siccità, adatto ai punti asciutti e poveri dove altri fruttiferi soffrono; sta bene con melograno, fico e feijoa. I fiori, piccoli e profumati, attirano molti impollinatori in estate.



