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Noce pecan ‘Cape Fear’

Carya illinoinensis
€49,90 Disponibile

CAPE FEAR: È una varietà originaria della Carolina del Nord appartenente al “Gruppo A” caratterizzata da una buona resistenza alle malattie, precoce epoca di maturazione ed elevata produttività. Frutti di medie dimensioni, facili da sgusciare e di eccellente qualità gustativa. Parzialmente autofertile ma trae beneficio dall’impollinazione incrociata di una varietà del “Gruppo B”.

  • Esposizione Pieno sole
  • Resiste fino a −20 °C
  • Altezza Oltre 12 m
  • Primi frutti Dal 6°–8° anno
Formato alla vendita
Vaso 4,8 lt / H 50-100 cm
Spazio consigliato
Campo aperto
Benefici principali
Salute cardiovascolare
Caratteristiche
Autofertile In piena terra
La pianta
Varietà
Cape Fear
Portamento
Albero
Altezza a maturità
Oltre 12 m
Dimensioni a maturità
15–25 m × 10–15 m
Foglia
Caducifoglia
Colore delle foglie
Verde, Autunno giallo
Fioritura e raccolta
Fioritura
Aprile, Maggio
Colore dei fiori
Poco vistoso
Raccolta
Ottobre, Novembre
Resa
Cresce con gli anni
Sapore
Noci dolci e burrose
Quante piantarne
Consumo fresco
1 pianta per 4–6 persone
Adatta a
Frutteto in campo o impianti agroforestali
In cucina
Usi
Consumo fresco, Dolci e forno
Come arriva
Tipo di vaso
Vaso quadro antispiralizzazione
Portainnesto
Franco di Noce Pecan
Descrizione

CARTA D’IDENTITÀ DEL NOCE PECAN

Il Noce Pecan, scientificamente Carya illinoensis, è un albero da frutto che appartiene alla famiglia delle Juglandaceae e precisamente genere Carya, che è molto diffuso negli USA dove si coltiva per la produzione dei semi, detti impropriamente noci. Si presenta come un albero di grandi dimensioni estremamente longevo, con un’altezza media di 20-25 m ma che raggiunge anche i 40 m ed un tronco imponente. La noce, di fatto è il seme, ed è contenuta nel frutto, una drupa oblunga e vagamente cilindrica con una buccia spessa 2-3 mm che si può aprire facilmente. Il seme, generalmente ovoidale, è liscio e brunastro, lungo 3-4 cm e di diametro di 2 cm circa, ed è commestibile. La parte esterna va rimossa per liberare il gheriglio edule. Il suo sapore può ricordare quello delle noci comuni. La raccolta avviene a terra in ottobre-novembre. La scorza dell’albero è di color nocciola, irregolare e rugosa. Le foglie sono di colore verde intenso, alterne sui rami e di forma allungata, raggruppate in gruppi dispari di 9-15. Sono molto grandi, dai 35 ai 60 cm, e in inverno cadono lasciando l’albero spoglio. La fioritura avviene in primavera inoltrata con fiori maschili penduli e poco appariscenti, mentre quelli femminili sono piccoli e a forma di stella, quindi con un notevole dimorfismo. L’impollinazione è anemofila, ossia legata al vento, quindi se si desidera una fruttificazione è opportuno che la pianta non sia isolata rispetto alle sue simili perché non è autoimpollinante e spesso le fioriture maschili e femminili non sono neanche contemporanee. Molto diffusa negli USA, dove i nativi praticavano la raccolta dei frutti, viene anche coltivata in Italia, specie nel sud, dove trova un clima adatto.

COLTIVAZIONE DEL NOCE PECAN

Il Noce Pecan è piuttosto esigente per quanto riguarda il terreno, prediligendo un impasto medio con un ottimo drenaggio dell’acqua e un buon livello di profondità per le sue radici, anche se non disprezza i terreni sabbiosi. Si devono evitare zone argillose e compatte che impedirebbero alle radici di estendersi in libertà. Teme i terreni paludosi e le piante possono anche morire dopo alcuni anni, quando le radici trovano uno strato di terreno inadatto, ed è sempre opportuno un campionamento prima di iniziare la coltivazione. Il terreno preferibilmente dovrebbe avere un pH 5,5-6,5 ed una buona concimazione organica con letame maturo oppure stallatico in pellets. Prima di trapiantare un giovane esemplare, conviene scavare in profondità per smuovere il terreno, e mescolare i nutrienti a lento rilascio. La concimazione ordinaria può essere annuale, rinforzata con compost e cenere di legna. Il fabbisogno idrico del pecan è abbastanza alto, quindi deve essere annaffiato nelle stagioni secche durante i primi anni di vita. Una volta che l’apparato si sia completamente sviluppato, le sue ramificazioni dovrebbero essere in grado di raggiungere le zone umide del sottosuolo in maniera autonoma. Si tratta di un albero che resiste molto bene a climi che in inverno possono arrivare anche -10 °C, perché durante la brutta stagione l’albero è in dormienza e la scorza spessa protegge la linfa. Per avere fruttificazione però è consigliabile un clima mite, come quello delle regioni costiere, con una bella stagione prolungata e senza ritorni improvvisi di gelo. L’albero teme il vento forte che può danneggiare anche in maniera grave i lunghi rami e preferisce le zone ben soleggiate. La potatura è importante per mantenere produttivo ed in forma l’albero, ma nei primi 2-3 anni va evitata per permettere alla struttura di fortificarsi. In seguito vanno rimosse le ramificazioni che si possono intralciare fra loro e vanno eliminati i rami secchi. La potatura avviene in febbraio, durante la dormienza dell’albero. Il pecan non teme parassiti diffusi in Italia e quasi tutti gli esemplari appartengono a varietà selezionate negli USA per la loro resistenza e la quantità dei frutti ed hanno un discreto rendimento a partire circa dal decimo o dodicesimo anno di vita.

PROPRIETÀ E UTILIZZI DEL NOCE PECAN

Il Noce Pecan si coltiva principalmente negli USA come albero da frutto e solo marginalmente per il legname, proveniente per lo più da esemplari vecchi ed oramai infruttuosi, ma si è diffuso anche nel Sud Italia per le noci. Il frutto del pecan è in realtà una drupa dura e non commestibile, che contiene al suo interno un seme appetibile a forma vagamente cilindrica, il cui interno edibile ricorda per forma e sapore la noce comune. Molto apprezzata per il gusto e l’apporto calorico, con quasi 750 calorie per 100 g di semi, si raccoglie fra ottobre e dicembre. Il frutto seccato si distacca spontaneamente dalla pianta e viene raccolto a terra, sia a mano che con reti. Le noci pecan contengono grassi mono insaturi e polinsaturi, e vitamine dei gruppi A, B, C ed E. Sono anche molto ricche in magnesio e manganese, fosforo e potassio, selenio e calcio oltre a ferro, zinco e rame. Devono parte del loro successo all’esterno degli USA per le proprietà salutari dei semi. Utili come fonte di antiossidanti, un consumo moderato e regolare previene le malattie coronariche e le cause di ictus. La presenza di grassi insaturi aiuta infatti nella riduzione del colesterolo cattivo, portando ottimi vantaggi per il sistema circolatorio. Alcuni studi tenderebbero ad indicarle nella prevenzione del tumore alla prostata e nella difesa dei neuroni, grazie alle vitamine presenti e all’effetto antiossidante.

Cura
Difficoltà
Intermedio
Manutenzione
Media
Esposizione
Pieno sole
Terreno
Acido | Neutro | Profondo e fertile | Ben drenato
Resistenza al freddo
Fino a −20 °C
Fascia di rusticità
Fino a −20 °C
Resistenza alla siccità
Media
Utilizzo in giardino
Esemplare isolato, Frutteto
Tempo per la dimensione adulta
20–30 anni
Tempo per la piena produzione
Dal 10°–12° anno
Parassiti e malattie
Afidi, ticchiolatura del pecan
Attrezzi necessari
Vanga, tutore e legacci, forbici da potatura, segaccio per le piante adulte
Prima produzione
Dal 6°–8° anno
Avvertenze

Nessuna nota rilevante: frutta a guscio, attenzione per chi è allergico

Provenienza e credibilità
Status nativo / regionale

Originario degli Stati Uniti centro-meridionali e del Messico; varietà selezionata in Carolina del Nord.

Relazioni botaniche
Famiglia botanica

Juglandaceae

Impollinatori compatibili

Parzialmente autofertile: per una buona produzione serve una varietà del Gruppo B vicina.

Consociazione e successione

Grande albero di chioma per sistemi agroforestali e grandi giardini, da distanziare bene. Ai margini stanno bene arbusti azotofissatori come goumi o olivello spinoso; per una buona produzione serve una varietà di gruppo B vicina.