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Biancospino messicano

Crataegus mexicana
€29,90 Disponibile

STIPULACEA: Specie originaria dell’America Centrale selezionata per la sua resistenza e per la qualità dei suoi frutti grandi e carnosi, fino a 2 cm, di colore giallo. Giungono a maturazione durante la stagione autunnale ed oltre al consumo fresco i frutti possono essere utilizzati per gelatine e composte. Autofertile.

  • Esposizione Pieno sole
  • Resiste fino a −10 °C
  • Altezza 8–12 m
  • Primi frutti Dal 3°–4° anno
Formato alla vendita
Vaso 3,5 lt / H 30-50 cm
Spazio consigliato
Giardino
Benefici principali
Salute cardiovascolare
Funzione ecologica
Supporto agli impollinatori Controllo dell’erosione Cibo per la fauna
Caratteristiche
In vaso In piena terra
La pianta
Varietà
Stipulacea
Portamento
Piccolo albero
Altezza a maturità
8–12 m
Dimensioni a maturità
5–10 m × 4 m
Foglia
Semipersistente
Colore delle foglie
Verde
Fioritura e raccolta
Fioritura
Marzo, Aprile
Colore dei fiori
Bianco
Raccolta
Ottobre, Novembre
Resa
5–15 kg / pianta adulta
Sapore
Dolce-acidulo, aromatico
Quante piantarne
Consumo fresco
1 pianta per 3–4 persone
Fresco e conserve
1 pianta per 1–2 persone
Adatta a
Da singola pianta a siepi produttive e piccoli impianti; adatta anche a consolidamento di scarpate
In cucina
Usi
Consumo fresco, Marmellate e conserve
Come arriva
Tipo di vaso
Vaso quadro antispiralizzazione
Portainnesto
Crataegus Monogyna
Descrizione

CARTA D’IDENTITA’ DEL CRATAEGUS MEXICANA STIPULACEA (BIANCOSPINO MESSICANO)

Il Crataegus Mexicana Stipulacea è una pianta originaria del Messico e del Guatemala. Può raggiungere altezze che vanno dai 5 ai 10 mt e si presenta con verdi foglie ovali semi-sempreverdi dal margine seghettato e da una corteccia color grigio rossastro. La fioritura avviene durante la stagione primaverile, quando compaiono piccoli fiori color bianco sporco. Il frutto, denominato anche “tejecote” nella zona di origine, compare invece durante la stagione autunnale e si presenta come un pomo giallastro, simile ad una piccola mela, che assume sfumature arancio-rossastre a maturazione completa.

COLTIVAZIONE DEL CRATAEGUS MEXICANA STIPULACEA (BIANCOSPINO MESSICANO)

Il Biancospino Mesicano, dal momento che non è una pianta molto esigente, riesce a crescere e fruttificare su un gran numero di substrati. Nella fase di messa a dimora sono da preferire suoli umidi ma ben drenati, anche se una volta radicato tollera molto bene anche terreni umidi e siccità. L’esposizione ideale è in una zona soleggiata per garantire un’abbondante fioritura e fruttificazione; in zone di ombra e mezzombra riesce comunque a svilupparsi ma con una limitata produzione di fiori e quindi frutti. L’apporto idrico è necessario per un buon attecchimento, successivamente non presenta particolari esigenze su questo fronte. In merito alla resistenza al freddo invernale possiamo affermare che da questo lato non presenta restrizioni, riuscendo infatti a superare rigidi inverni e forti venti e nevicate e presentando inoltre una buona resistenza all’inquinamento atmosferico. Essendo inoltre una pianta molto rustica e di facile coltivazione non richiede particolari interventi di potatura, limitati solamente a conferire un’eventuale forma di allevamento, e presenta una notevole resistenza ad attacchi fungini e parassitari.

PROPRIETA’ E UTILIZZI DEL CRATAEGUS MEXICANA STIPULACEA (BIANCOSPINO MESSICANO)

I frutti del Biancospino Messicano sono caratterizzati da un sapore molto dolce e aromatico con vago sentore di mela. Possono essere consumati freschi o cotti e vengono inoltre utilizzati per la preparazione di tisane, gelatine e marmellate oltre che canditi. Questi frutti presentano un elevato contenuto di vitamina A, vitamina C, minerali e pectine e generano un effetto ipotensivo agendo come tonico cardiaco.

Cura
Difficoltà
Intermedio
Manutenzione
Bassa
Esposizione
Pieno sole
Terreno
Neutro | Ben drenato | Adattabile
Resistenza al freddo
Fino a −10 °C
Fascia di rusticità
Fino a −10 °C
Resistenza alla siccità
Alta
Utilizzo in giardino
Siepe, Esemplare isolato, Frutteto
Tempo per la dimensione adulta
10–15 anni
Tempo per la piena produzione
Dal 6°–8° anno
Parassiti e malattie
Afidi, colpo di fuoco batterico, ruggini
Attrezzi necessari
Vanga, tutore e legacci, forbici da potatura, guanti robusti, tessuto non tessuto per l'inverno nelle zone fredde
Prima produzione
Dal 3°–4° anno
Avvertenze

Parti non commestibili tossiche: semi da non ingerire e radice non commestibile; consumare solo la polpa del frutto maturo, ricca di pectina e ottima cotta

Provenienza e credibilità
Status nativo / regionale

Originario del Messico e del Guatemala.

Relazioni botaniche
Famiglia botanica

Rosaceae

Impollinatori compatibili

Generalmente autofertile.

Consociazione e successione

Piccolo albero da siepe o da margine del frutteto: si abbina a nocciolo, prugnolo, sambuco e altri biancospini. Fiorisce in primavera nutrendo gli impollinatori e i frutti, se non raccolti, restano agli uccelli.