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Melograno ‘Viola di Casola Valsenio’

Punica granatum
€19,90 In produzione

VIOLA DI CASOLA VALSENIO: Varietà originaria dell’alta Valle del Senio, precisamente del comune Casola Valsenio (RA), dove è stata reperita la pianta madre e da cui prende anche il nome. Frutti molto decorativi dal color viola intenso, di medio-piccola pezzatura, dal sapore acido e a seme duro, che maturano intorno all’ultima decade di settembre. Utilizzo non tanto per consumo fresco quanto per scopo ornamentale o trasformazione. A differenza di molte altre varietà di melograno, dove la buccia esterna si colora durante il periodo di crescita del frutto, il Melograno Viola di Casola Valsenio ha la buccia esterna viola scuro sin da subito. Autofertile.

  • Esposizione Pieno sole, posizione calda
  • Resiste fino a −15 °C
  • Altezza 2,5–4 m
  • Primi frutti Dal 3° anno

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Formato alla vendita
Vaso 3,5 lt / H 30-50 cm
Spazio consigliato
Giardino
Benefici principali
Antiossidanti Salute digestiva Salute cardiovascolare
Caratteristiche
In vaso In piena terra
La pianta
Varietà
Viola di Casola Valsenio
Portamento
Arbusto
Altezza a maturità
2,5–4 m
Dimensioni a maturità
3–4 m × 3 m
Foglia
Caducifoglia
Colore delle foglie
Verde, Autunno giallo
Fioritura e raccolta
Fioritura
Maggio, Giugno, Luglio
Colore dei fiori
Arancione, Rosso
Raccolta
Settembre, Ottobre
Resa
10–25 kg / pianta adulta
Sapore
Acido, seme duro; da trasformare
Quante piantarne
Consumo fresco
1 pianta per 2–3 persone
Fresco e conserve
1 pianta per 1–2 persone
Adatta a
Da singola pianta a piccolo frutteto familiare
In cucina
Usi
Consumo fresco, Succhi e sciroppi
Come arriva
Tipo di vaso
Vaso quadro antispiralizzazione
Descrizione

CARTA D’IDENTITÀ DEL MELOGRANO

Il Melograno è originario del Medio Oriente e dell’Asia Meridionale. Medio arbusto che può raggiungere i 5-6 metri di altezza, è dotato di rami con spine, fusto ricoperto da una corteccia grigio bruno e foglie semplici, dalla forma ovale con bordo ondulato. La fioritura è estiva ed è caratterizzata da fiori di colore arancio-rosso, mentre i frutti maturano tra l’autunno e l’inverno. Questi ultimi sono grosse bacche, chiamate melagrane o balauste, dalla scorza coriacea di colore giallo o rosso scuro, con all’interno moltissimi piccoli semi.

COLTIVAZIONE DEL MELOGRANO

Il melograno si adatta bene a qualunque terreno (sassoso, povero, calcareo o argilloso), purché sia ben drenato.
Resiste facilmente sia ai periodi di siccità estiva sia alle temperature più rigide invernali fino a -10°C, ma richiede un’esposizione luminosa e soleggiata.
L’irrigazione deve essere sporadica, soprattutto durante il periodo più freddo, per evitare ristagni d’acqua e prevenire i marciumi radicali.
La coltivazione del Melograno non richiede molta cura, ma le potature annuali sono consigliabili per ridare forma e contenere il volume dell’arbusto, eliminando le ramificazioni rovinate. Per ottenere frutti più grandi, è opportuno diradare la pianta, asportando alcuni frutti.

PROPRIETÀ E UTILIZZI DEL MELOGRANO

I particolari frutti del melograno sono composti da una buccia molto amara, dove all’interno sono custoditi molti piccoli semi. Ogni seme è ricoperto da una polpa rossa che, a seconda della varietà, può avere un sapore più dolce, intenso ed aromatico o più aspro.
I semi presentano svariati benefici e possono essere consumati freschi, spremuti per ottenerne il succo di melograno o trasformati in marmellate e composte, ottime come accompagnamento ai formaggi.
Le melagrane sono ricche di Vitamina C e fenoli con elevato potere antiossidante, Vitamina K, acido punico e Vitamine A-B ed E.
I semi hanno quindi proprietà antitumorali, gastroprotettive, antibatteriche, anticoagulante e antidiarroico.

RICETTE CON IL MELOGRANO

Tra le varie ricette quella spesso più utilizzata è sicuramente la confettura di melograno. Occorrerà solamente disporre di 900 gr di succo di melograno, 300 gr di mele a cubetti e 3 cucchiai di zucchero. Una volta spremuto il melograno e filtrato con un colino si procede con l’inserire il succo in una pentola assieme alle mele a lo zucchero. Si continua cuocendo a fuoco basso e avendo cura di mescolare frequentemente il composto per ridurlo in purea e togliendo la schiuma eventualmente formatasi. Trascorsi 60 minuti circa e nel momento in cui il composto si sarà addensato si può procedere con andare a trasferire il tutto nei vasetti appositi.

Cura
Difficoltà
Principiante
Manutenzione
Alta
Esposizione
Pieno sole, posizione calda
Terreno
Neutro | Calcareo | Ben drenato | Povero e sabbioso
Resistenza al freddo
Fino a −12/−15 °C
Fascia di rusticità
Fino a −10 °C
Resistenza alla siccità
Alta
Utilizzo in giardino
Siepe, Esemplare isolato, Frutteto, Vaso
Tempo per la dimensione adulta
6–10 anni
Tempo per la piena produzione
Dal 5°–6° anno
Parassiti e malattie
Afidi; spaccatura dei frutti
Attrezzi necessari
Vanga, tutore e legacci, forbici da potatura, tessuto non tessuto per l'inverno nelle zone fredde
Prima produzione
Dal 3° anno
Avvertenze

Radici, corteccia e buccia del frutto sono tossiche se ingerite; arilli e succo si consumano senza problemi.

Provenienza e credibilità
Status nativo / regionale

Originario dell'Asia occidentale; varietà locale di Casola Valsenio (RA), Emilia-Romagna.

Relazioni botaniche
Famiglia botanica

Lythraceae

Impollinatori compatibili

Autofertile.

Consociazione e successione

Grande arbusto per posizioni calde e soleggiate, adatto a siepi miste di tipo mediterraneo con corbezzolo, giuggiolo e feijoa. I fiori sono visitati dalle api e la pianta funziona anche come siepe produttiva.